Un angolo di Venezia da scoprire: lo Squero di San Trovaso, l’antico cantiere delle gondole, ancora in attività dal lontano Seicento. Qui, nel sestiere Dorsoduro, si costruiscono e riparano le tipiche imbarcazioni veneziane: gondole, pupparini, sandoli, scioponi.

Negli occhi un “rifugio cadorino” di remi e forcole, nelle narici l’odore della vernice fresca. Mi trovavo nel sestiere veneziano di Dorsoduro, all’incrocio tra il Rio de Ognissanti e il Rio de San Trovaso, eppure mi sentivo come a casa di un falegname sulle Dolomiti. Dopotutto lo Squero di San Trovaso era stato costruito dai carpentieri scesi dalle montagne con il legname del Cadore e ancora oggi mantiene quel suo fascino montanaro fatto di tetto a falda e balconcino fiorito.
Il maestro d’ascia mi ha accolta sul piazzale antistante il cantiere e ha iniziato a raccontarmi i segreti degli squeraroli, che – senti bene – ne sono rimasti solo sei in tutta Venezia!

Ma cos’è uno squero?

Chiamatelo pure il “carrozziere dei gondolieri”! Lo squero è il cantiere dove vengono costruite le gondole interamente a mano, anche se oggi la principale attività dei maestri d’ascia è quella della manutenzione delle imbarcazioni.
L’origine del termine squero è ancora incerta, ma potrebbe essere legata alla parola dialettale “squara”, intesa come la squadra di persone che cooperano per costruire le imbarcazioni. Se nel Cinquecento esistevano decine di squeri lungo i canali, oggi se ne contano solo due attivi, lo Squero di San Trovaso, che ho potuto visitare personalmente, e lo Squero Tramontin, definiti veri e propri monumenti del Comune. Questo numero ti fa capire quanto sia un mestiere, quello dello squerarolo, in via di estinzione, una figura che purtroppo non riesce ad attrarre giovani leve. Il motivo? È un lavoro duro che, diciamola tutta, può essere portato avanti solo con passione: qui si lavora ancora con i metodi di un secolo fa, non ci sono argani e le gondole vengono tirate su, rigirate e varate completamente a braccia!

Gondola, cara mi costi

2 mesi di lavoro circa, 8 legnami diversi, 280 pezzi inchiodati, 11 metri di lunghezza per 1,42 di larghezza. Sono questi i numeri della gondola, il simbolo di Venezia, il mezzo di trasporto del Doge, il vanto degli attuali 433 gondolieri veneziani. La costruzione avviene solo in inverno (in estate gli squeraroli si occupano della manutenzione) e viene effettuata esclusivamente a mano. Come un secolo fa, i legnami utilizzati sono sempre gli stessi: il rovere per la sua durezza, l’olmo per la sua elasticità, l’abete per la leggerezza e resistenza all’acqua salata, il ciliegio perché si può curvare con il fuoco, il larice perché è resinoso, il mogano per fare le tavole di prua, il tiglio perché non si altera con le escursioni termiche, e il noce, che data la sua duttilità, se bagnato, favorisce la messa in opera di rifinitura.
Ma quanto costa portarsi a casa una gondola? Considerando le tempistiche lavorative, l’estro artistico e l’esclusività del mezzo, il prezzo di una gondola è, secondo gli addetti ai lavori, decisamente onesto: dai 35.000 euro in su! Le rifiniture di lusso (ori, pietre, velluti…), fanno lievitare il conto. Siete ancora sicuri di volerne una tutta vostra?

Prima di andare via…

Una visita allo squero ti permetterà di conoscere da vicino i retroscena del simbolo veneziano per eccellenza. Appena fuori dallo Squero di San Trovaso ricordati di visitare la chiesa omonima: custodisce un altare dedicato agli squeraroli. E se poi vuoi concludere la giornata in dolcezza, vai a piedi alle Zattere e fai un break sul Canale delle Giudecca, con il celeberrimo Gianduiotto della Gelati Nico: un trancio di gianduia affogato in un bicchiere di panna montata che ha esaltato i palati di tutta Venezia da almeno 80 anni!