Cuba "in pillole": vi racconto la meta top del 2015. Dalla Rivoluzione Cubana all'arte dell'arrangiarsi, passando la salsa e la Piña Colada più buona del mondo

“See Cuba before it changes” scrive il The New York Times nella sua classifica “52 places to go in 2015“. Ha ragione. Io sono atterrata a L’Avana il 26 gennaio 2015 e sono felice di aver visto, forse, l’ultima Cuba. Sì perché l’epoca dell’embargo volge al termine, i turisti statunitensi arriveranno presto e il Paese aspetta il cambiamento – che mi auguro saprà gestire nel migliore dei modi. Dal 17 dicembre 2014 sono già cambiate tante cose: hanno iniziato a mettere il timbro sul passaporto e hanno aperto il traffico aereo agli americani. Io ho avuto la fortuna di arrivare su di un’isola senza nemmeno un Mc (grazie a Dio!), con poco internet, cabine telefoniche, strade sterrate e sorrisi a macchia d’olio. Prima di lasciarvi alla lettura del pezzo ci tengo a dirvi 3 cose: Fidel è vivo, la Rivoluzione arde ancora negli occhi dei cubani e il Che è stato un gran bel pezzo di Comandante. Godetevi Cuba, vi rapirà il cuore.

“Todos somos americanos”

L'Avana by Steve McCurry

L’Avana by Steve McCurry

1. Prima del 1959 a Cuba gli statunitensi controllavano petrolio, miniere, centrali elettriche, telefonia e un terzo della produzione di zucchero di canna 2. 1960: il trionfo della Rivoluzione Castrista 3. 1961: gli Stati Uniti d’America impongono un embargo (“bloqueo”) commerciale, economico e finanziario contro Cuba 4. Il 17 dicembre 2014, il presidente americano Barack Obama annuncia l’intenzione di porvi fine:

“Todos somos americanos. Oggi l’America sceglie di tagliare i legami con le catene del passato. Per il popolo cubano, per il popolo americano e per il mondo”.

5. “See Cuba before it changes“. Siti, giornali, televisioni celebrano la Cuba che verrà. Altro che “Cuba Libre”, io vi dico: scoprite la vera Cuba prima che sia troppo tardi.

Special guest star… il Canada

Cuba ospita ogni anno circa 3 milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo (Stati Uniti esclusi): Canada al primo posto, seguita da Germania e Italia. Un rapporto fedele quello con il ridente Paese del Nord America che inizia nel XVIII secolo con l’esportazione di sigari e rum, e che si rinnova negli anni ’90 con la “Cuban Nickel Union“. È stato – e lo è ancora – il nichel il forte legame tra i due Stati: l’isola caraibica, infatti, ospita tantissime riserve di questo prezioso minerale, considerate tra le maggiori del mondo. E il Canada, sprovvisto, ne ha sempre approfittato portando ricchezza all’economia isolana e, col tempo, migliaia di turisti.

I medici più bravi del mondo

Pochi lo sanno, ma L’Avana invia personale sanitario e medico in tutto il mondo. Sì perché Cuba forma i migliori medici in circolazione. Senza contare che ancor prima del petrolio e del turismo, sono proprio i dottori la fonte di guadagno primaria dell’isola. Paesi del Sud America come Brasile e Argentina “chiedono in prestito” al Governo cubano questi eccezionali professionisiti e per questo nobile servizio si pagano importanti somme, che servono all’economia del Paese (Il Governo garantisce al popolo educazione fino all’università compresa, sanità e alimentazione – qui si usa la tessera alimentare per fare la spesa). Ormai noto a tutti è anche il “pellegrinaggio della speranza” verso L’Avana da parte di migliaia di turisti per comprare un farmaco miracoloso: il siero dello scorpione anti-cancro. Diversi cubani mi hanno confermato che non si tratta di un palliativo, anzi. E poi ci sono anche le cure per le malattie della pelle, come la Psoriasi.

Non è un Paese per poveri

Amici viaggiatori non vi create false illusioni: Cuba non è Thailandia, Cambogia, Filippine o Costa Rica. Cuba è Cuba, un’isola dei Caraibi – la più grande – che nonostante le difficoltà economiche e politiche ha avuto l’ingegno (oserei dire) e la personalità di creare una doppia moneta per noi simpatici turisti. Il buon vecchio Peso Cubano o Moneda Nacional (CUP) viene affiancato dal Peso Cubano Convertibile (CUC). Quindi scordatevi case a 21 euro, cene a 1,50 euro e banane a 30 centesimi. Qui la vita costa cara, un po’ come in Europa e 1 CUC vale più o meno 1 euro. Quindi preparate a strisciare le carte di credito e… buona vacanza!

Chiamateli “super abuelos”!!!

Salgono sul palco tremolanti. Poi prendono posto, toccano i loro strumenti e sprigionano tutta l’energia popolare dell’isola. Sono i Buena Vista Social Club (un club attivo dal 1932) o quel che rimane di questi spettacolari “super abuelos”, super nonni che tra i settanta e i novant’anni continuano a portare avanti la tradizione del son, del bolero e del cha cha cha. I Buena Vista Social Club, aihmé, si scioglieranno quest’anno, con un grande concerto-evento a L’Avana.

I cubani e l’arte di arrangiarsi

Non sono poi così diversi da noi italiani, o meglio, da quello che erano i nostri nonni. Inventano, escogitano, riadattano, insomma si arrangiano. Perché quella dell’arrangiarsi è un’arte, che descrive la capacità di adattamento di un popolo, la capacità creativa del singolo. Sì perché a Cuba c’è poco o niente, ma quel poco è stato trasformato in tutto o perlomeno in tutto quel che serve. Avete presente quelle coloratissime auto d’epoca che affollano le strade de L’Avana? Risalgono agli anni ’50-’60, le più vecchie addirittura al ’28, e oggi dovrebbero cadere a pezzi. E invece no! Sono state rimesse a nuovo da grandiosi meccanici locali, che hanno saputo dar vita a quel lascito americano, trasformandolo in simbolo e attrazione. Lo stesso vale per motorini, frigoriferi, condizionatori, e chi più ne ha più ne metta: qui non si butta via niente, si riadatta!

Il secondo sport nazionale

Prima c’è il baseball (chi l’avrebbe mai detto!), poi c’è l’autostop. Avete letto bene: autostop, il secondo sport nazionale cubano. A Cuba quasi nessuno possiede una propria auto, si gira a piedi, con i mezzi, oppure grazie ai fortunati residenti automuniti. E allora ecco che i cigli della strada di tutta l’isola si riempiono di gente (uomini, donne, vecchi, bambini), che aspetta di essere “caricata” da qualcuno. Anche agli autostoppisti hanno i loro santi protettori, che si chiamano “i gialli“, tizi vestiti di giallo che li aiutano a trovare un passaggio. Sono veri e propri lavoratori statali che hanno come compito quello di fermare le vetture del governo (riconoscibili dalla targa color giallo e obbligate a fermarsi e a trasportare i passeggeri), chiedergli la destinazione e creare gruppi organizzati di pendolari a seconda della direzione.

Rum? Sì, ma niente Havana Club

L’Havana Club è sicuramente la più celebre marca di rum al mondo ma sull’isola non viene troppo decantata, anzi. Il miglior ron de Cuba, a detta dei cubani, è uno soltanto: il Santiago de Cuba. In vendita bianco (per fare i cocktail) e bruno (da bere liscio), è una vera specialità che qui si trova a buon prezzo (70 cl 5,30 CUC). Un altro “nettare” tipico e poco conosciuto è, invece, il Legendario de Cuba, un rum purissimo ma molto morbido, prodotto e distribuito inizialmente solo per il mercato interno dell’isola e successivamente diffuso anche in Europa. OCCHIO: per legge ogni turista può portare a casa massimo 3 bottiglie di rum!

Senza zucchero non c’è Cuba

Senza zucchero non c’è Cuba” dicono i cubani. Infatti Cuba non c’è più, o meglio, resta gran poco della vera isola senza i suoi storici zuccherifici. Lo sapevate che Cuba fu il maggior produttore di zucchero al mondo? Oggi, invece, è costretta a importarlo da altri Paesi per colpa di economie e scelte sbagliate che hanno portato alla chiusura di oltre 100 stabilimenti. I soli 48 zuccherifici sopravvissuti non riescono a soddisfare la domanda e, con le loro alte ciminiere svettanti tra i campi, restano testimoni di un glorioso passato da grande esportatore.

Cohiba sta a Fidel, come Montecristo sta(va) al Che

Proprio come una proporzione matematica: Fidel fuma il Cohiba, il Che fumava il Montecristo. A voi la scelta. Sì perché questi due sono gli “habanos“, sigari cubani, più pregiati e buoni al mondo. La medaglia di bronzo, invece, spetta a un’altra grande marca, il Romeo y Julieta. Diffidate dalle imitazioni: un buon sigaro costa 8-9 CUC l’uno, non si tratta di un prodotto economico neppure sull’isola. Solo lo Stato può vendere i sigari, quindi lasciate stare i venditori ambulanti che ve li proporranno a 1-2 CUC l’uno perché, fidatevi, non state facendo un affare: quei sigari costano meno perché non sono della stessa qualità di quelli venduti al negozio. OCCHIO: per legge ogni turista può portare a casa massimo 50 sigari!

Piña Colada fa rima con El Peñón

Dolce, fresca, tipica, la Piña Colada è un cocktail tropicale a base di rum chiaro, latte di cocco e succo d’ananas. Un vero toccasana nelle afose giornate cubane, divertente da bere perché servito all’interno di un’ananas svuotata. La migliore di tutta Cuba – posso testimoniare – si beve a El Peñón, un chiosco lungo la strada che porta da Varadero a L’Avana. Qui costa 5 CUC (2,50 CUC al bicchiere) e si gusta con rum a volontà e una spolverizzata di cannella… una vera delizia! Una “parada” qui è d’obbligo, anche perché a Cuba “tutte le strade portano a El Peñón”. Se volete rendervi conto dell’atmosfera guardate il video.