Il fascino dell'Oceano Pacifico in un arcipelago delle meraviglie. Con questo post vi porto alla scoperta di Oahu, l'isola del surf, della macadamia, delle orchidee e dei tramonti mozzafiato

Staccare un biglietto per le Hawaii è stato incredibile. E farlo a 7 giorni dalla partenza gli ha dato un sapore unico: quello dell’avventura “cotta e mangiata”, da assaporare almeno una volta nella vita. E quel 20 novembre 2015 me lo ricordo come fosse ieri: suona la mia ultima “campanella” alla ILAC, foto di classe al volo, corsa contro il tempo al YWCA, trolley estivo già impacchettato e via a prendere lo Skytrain: direzione YVR, l’aeroporto internazionale di Vancouver. Sì perché le Hawaii, da qui, sono un paradiso alla portata di tutti, studenti squattrinati compresi, che possono comprare un volo su CheapOair per Oahu alla modica cifra di 300 euro a/r e prenotare un posto letto a costo zero, o quasi, (125$ per 5 notti) all’Hostelling International Hawaii. Durata del volo: 5 ore e 30 minuti circa, una passeggiata di salute insomma. La mia avventura quindi inizia in un noioso pomeriggio canadese quando invece di prenotare un weekend nello gelido Yukon a caccia di Polar Bears e Aurole Boreali – fantastico ma caro assai – decido di far rotta nel caldo Pacifico, a due ore di fuso dalla British Columbia, a 11 da casa… In the middle of nowhere o come cantava Israel Kamakawiwo’ole “Somewhere over the rainbow”. Ed è stata una vacanza “over the rainbow” a tutti gli effetti visto che 5 giorni su 6 le piogge tropicali non mi hanno dato tregua, anche se mi hanno comunque permesso di vivere questo paradiso oceanico, che provo a raccontarvi con la voglia di ritornarci al più presto. Un’ultima cosa prima di lasciarvi ai “must da non perdere”: se vi immaginate le Hawaii come un luogo paradisiaco che profuma di orchidee variopinte, dove surfisti biondoni vivono in camicia a fiori e tavola sotto braccio, fate bene. Perché queste sono! Aloha!

Waikiki Beach La spiaggia delle spiagge è una placida laguna blu dove la mano dell’uomo, ahimè, si è fatta sentire con prepotenza, disegnando uno skyline in stile Miami Beach. Blasonate catene alberghiere e file di boutique alla moda lasciano comunque spazio a una lingua di sabbia bianca costellata da alte palme da cocco dove trovano il loro habitat perfetto coppie e famiglie. Questo che è lo spot più semplice per imparare a surfare in compagnia dei Beach Boys, è orlato da una lunga passeggiata lungomare che ospita la statua di Duke Kahanamoku, il re del surf hawaiano, lussureggianti giardini tropicali e attrazioni per i più piccoli come l’Honolulu Zoo e il Waikiki Aquarium. Per una “colazione da campioni” fate tappa da Eggs ‘n Things, specializzato in pancakes, omelette e crepes. Da provare, qui o altrove, il Loco Moco: una ciotola di riso con carne, uova, funghi e salsiccia portoghese. So deliciuos my friends!

Leahi Meglio conosciuto come Diamond Head, è l’iconica silhouette montuosa che riposa, massiccia e verdeggiante, alla fine dello skyline di Honululu e fa da sentinella alla spiaggia di Waikiki. Questo vulcano inattivo fu denominato così da un gruppo di navigatori britannici che nel 1825 furono tratti in inganno da cristalli di calcite che avevano confuso per diamanti. Gli impavidi possono salire in vetta e ammirare lo spettacolare panorama della costa macchiata di verde e blu, anche se le guide del luogo raccomandano di avventurarsi nella risalita solo se esperti, attrezzati e accompagnati, vista la scivolosità del terreno. I produttori di Lost hanno qui trovato terreno fertile per incredibili riprese nella natura.

Hanauma Bay Probabilmente il luogo più suggestivo di tutta Oahu, dove la natura esplode incontrastata fin sotto la superficie delle acque. Quello di Hanauma Bay, infatti, è un parco marino protetto che si è formato circa diecimila anni fa, dopo l’esplosione di un vulcano e la successiva immersione del cratere nelle acque dell’oceano. Dopo aver pagato l’ingresso di 7.20$ è obbligatorio assistere alla proiezione di un filmato per poi addentrarsi nella baia, dove è possibile fare snorkeling in una barriera corallina fonte di vita per oltre 400 varietà di pesci. Lo spettacolo che si vede dall’alto è unico e se si arriva al mattino si possono ammirare migliaia di surfisti a caccia dell’onda perfetta.

Downtown Honolulu Il centro di Honolulu non ha nulla da invidiare alle medio-grandi città d’America fatte di blocks, shops e malls, decisamente facili da esplorare a piedi o con mezzi pubblici (se volete risparmiare, comprate un abbonamento di 4 giorni al costo di 25$ in uno degli ABC lungomare). Sede del cuore finanziario e politico dell’isola, ospita il Governo, l’Hawaii State Capitol, il Washington Place e l’Honolulu Hale (Honolulu’s City Hall). Altre attrazioni: Iolani Palace, la sede della monarchia hawaiana, la statua di Re Kamehameka I, colui che unificò tutte le isole sotto lo stesso regno, l’Aloha Tower, la torre più alta delle Hawaii e Chinatown e i suoi mercati e ristoranti d’Oriente. Infine cercate di dedicare una mezza giornata alla visita del Berenice Pauahi Bishop Museum, per scoprire la storia dell’arcipelago.

Pearl Harbor Quando varchi la soglia di questo “monumento” terrificante, oserei dire, non puoi non riflettere sulla crudeltà dell’essere umano e sulle atrocità della Seconda Guerra Mondiale, che non hanno graziato nemmeno un’isola vergine lontano anni luce dalla nostra arida civiltà. Una civiltà che a mio parere non smette di peccare, trasformando un luogo di memoria in una Dineyland dei tempi moderni, dove si scattano foto a missili, navi relitto e sommergibili assassini. Se si arriva presto al mattino è possibile entrare senza pagare il biglietto, altrimenti di 20$, per le “attrazioni”: Arizona Memorial (pochi lo sanno ma la costruzione fu ideata e finanziata da Elvis Presley), nave da guerra Missouri, sommergibile Bowfin e museo dell’aviazione militare.

Circle Island Tour Un’esperienza assolutamente da fare che permette di esplorare tutta l’isola in una sola giornata. Cercate di programmarla appena arrivate in loco in modo da scegliere anche la miglior giornata a livello climatico e organizzarvi con le spese da fare. Io mi sono affidata a Hawaii Turtle Tour, ho pagato la modica cifra di 60$ e ho girovagato per tutta Oahu visitando: Diamond Head, Blow Hole, Makapu’u, Secret Beach, Chinaman’s Hat, La’ie Point, Sunset Beach, Turtle Beach, North Shore. Interessante la visita alla piantagione di ananas Dole e alle fattorie di macadamia, golosa la pausa pranzo a base di garlic pranws e incredibile lo snorkeling con le tartarughe marine, vento permettendo.

Luau No Luau, no party. Oggi sarà entertainment allo stato puro ma permette di scoprire tutta tradizione gastronomica e artistica delle Hawaii in una sola notte, anzi giusto il tempo di una cena riscaldata dalle luce caramellate di tramonti indimenticabili. Il Luau è una festa tradizionale che svela il folclore ancestrale dell’arcipelago del Pacifico, tra danze in gonnella, collane di orchidee e coconut milkKing Kamehameha II fu il primo a inaugurarlo, mettendo fine a un taboo dell’isola: quello di mangiare tra soli uomini senza la presenza delle donne. Lui fu il primo a circondarsi di commensali del sesso opposto e dar così vita alla “festa delle feste”, in puro stile hawaiano. Sull’isola vengono organizzati diversi royal feasts anche se il più famoso è quello del Polynesian Cultural Center.