Alla scoperta di uno dei Borghi più belli d’Italia: Civita di Bagnoregio, la “città che muore” di Bonaventura Tecchi vi aspetta nel suo mondo medievale, abitato da 15 anime

Quando mi hanno detto che si sta lentamente sgretolando mi è venuto un colpo al cuore. E io che pensavo che la chiamassero “La città che muore” per via dell’abbandono da parte della popolazione! Civita di Bagnoregio affonda come una piccola Venezia del Centro Italia per colpa dell’erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti il suo colle tufaceo. L’azione delle piogge e del vento, poi, contribuisce al suo invisibile ma inesorabile “crollo”… Bonaventura Tecchi non poteva definire meglio questo suo destino segnato, ahimè. Ma oggi, come ieri, è ancora possibile visitarla in tutto il suo decadente splendore: parcheggia alle sue pendici e sali lungo il suo ponte di pietra, pronto a catapultarti in un mondo medievale fatto di calanchi argillosi e di un’anima fragile.

Oltre la Porta Santa Maria

“Giunto così in alto, mentre vaghi
per le vie di questo antico borgo, sii rispettoso.
Della sua storia, ora fatta di silenzio,
di voci portate dal vento,
di fiori che sono la vita, abbi cura”

Rispetto. Questo chiede Civita di Bagnoregio. Lo trovi scritto sul muro all’entrata del borgo, lo leggi sui volti dei suoi 15 abitanti. Sì perché qui si deve entrare in punta di piedi, pronto per immortalare un mondo meravigliosamente “dimenticato da Dio”.

Una coppia di leoni e due teste umane adornano la Porta Santa Maria, l’unico ingresso che conduce alla scoperta di questo luogo-non luogo della provincia di Viterbo. Armati di pazienza, non perché sia impossibile girarla, tutta, anzi, ma perché te la devi godere passo dopo passo, sguardo dopo sguardo, mettendo il naso in pozzi e portoni lasciati aperti qua e là. Via Santa Maria conduce alla piazza principale, dove si può ammirare la Chiesa di San Donato: non ci crederai, ma al suo interno si trova uno stupendo Crocefisso ligneo quattrocentesco della scuola di Donatello e un affresco della scuola del Perugino! Tutt’attorno palazzi rinascimentali, viuzze abitate da gatti e deliziosi “profferli”, i balconcini e le scalette esterni alle case tipiche dell’architettura viterbese medievale. Resterai stupito dalla cura di ogni dettaglio e dai meravigliosi giardinetti celati dai muri delle case: affacciati e ammira i vasi traboccanti di fiori e le piante ornamentali. E al tramonto, magari dopo un aperitivo in piazza, fai un saluto alla Valle dei Calanchi, il suggestivo paesaggio lunare che circonda il borgo, scaturito dall’erosione delle alture, vere e proprie “ferite” nella terra che raccontano il passare del tempo…

Uno dei Borghi più belli d’Italia

Calma, natura e tradizione. Questo è il fascino dell’Italia nascosta, questa è la bellezza di Civita di Bagnoregio, gioiello che fa parte del club de I Borghi più belli d’Italia. Una meraviglia di abitato, che ti consiglio di scoprire in occasione del Palio della Tonna, la caratteristica corsa degli asini che si svolge nei mesi di giugno e settembre nella piazza principale; oppure a Natale, durante il Presepe Vivente, quando il colle tufaceo si trasforma in una piccola Nazareth, tra 200 personaggi in costume e mille lumini sotto le stelle.

Il gusto della Tuscia

È ora di mangiare. Niente paura: Bagnoregio sarà deserta, ma non mancano punti ristoro. Incastonati nella roccia, ci sono tanti ristorantini gestiti dai locali con passione e dedizione, che servono il meglio della cucina del luogo. Se riesci, mangia un boccone direttamente sul colle – da Alma Civita si cena in una grotta – altrimenti scendi il ponte e fai sosta all’Hostaria del Ponte – l’ultimo approdo prima di tornare al mondo reale – che possiede una terrazza panoramica con vista sul borgo e la valle. Ordina un piatto di piciarelli con funghi porcini e tartufo e abbandonati ai piaceri di Bacco con un bicchiere di Est!Est!!Est!!!