Il mio 2015? 365 giorni che fanno rima con esperienza, un anno da ricordare, forse il migliore di tutti.

Per me questo non è tempo di bilanci. Perché  di aspetti negativi, francamente, ne ho trovati gran pochi in questo “grosso grasso 2015“, the best year ever! Anche gli avvenimenti meno sereni di quest’annata che volge al termine, alla fine, si sono rivelati favorevoli allo sviluppo degli eventi, e che eventi! Un 2015 che vorrei ricordare come l’anno del cambiamento, della crescita, dell’io. Un anno che mi avrà forse impoverita finanziariamente ma che ha di certo arricchito la mia anima. Anche se rimpinguare le casse sarà una necessità dei prossimi mesi visto che non posso proprio permettermi di restare a casa troppo a lungo e perdermi tutto quello che di bello il mondo ha da offrire. Non sono riuscita a scoprire le splendide località del mio vecchio post “7 meraviglie per il 2015″ ma ne ho vissute altrettante che non avrei mai pensato. E proprio per questo oggi, che è l’ultimo giorno dell’anno, mi sono svegliata con la necessità di ricordare le mie avventure targate 2015, con la speranza di replicare nel 2016. L’ultimo giorno dell’anno ho affogato i cattivi pensieri in fiumi di Brunello di Montalcino nell’omonimo borgo toscano e cancellato la fatica del 2014 con un bagno nelle benefiche acque del Fonteverde Natural Spa Resort di San Casciano dei Bagni, in Toscana. Gennaio è scivolato via tra cianografiche e visti si stampi lasciando spazio a un febbraio insolito, scaldato dal sole di un cocente inverno cubano. Ho avuto la fortuna di scoprire la vera Cuba appena uscita dallo scossone dell’embargo, ascoltare il canto di un poeta di Trinidad, sorseggiare del buon rum all’Havana Vieja e sguazzare nel blu di Varadero. Marzo “pazzo” mi ha dato la forza di chiudere un lungo capitolo lavorativo, importante ma inaridito, al quale era giusto porre fine. E se vero che “i pazzi osano dove gli angeli temono di andare”, io ho varcato la soglia dell’agenzia dove lavora mia sorella, staccando un biglietto per il Nuovo Mondo (ma questo è un capitolo a parte). Aprile è stato addolcito da un nuovo contratto lavorativo e dal mio primo viaggio in Trentino Alto Adige in veste ufficiale di blogger. Il profumo dei meleti, il sapore dello speck, le ricette al tarassaco e la conoscenza di una schiera di professionisti del settore che mi ha aperto un mondo. Il mese successivo è stato allietato da un altro blog tour ufficiale, questa volta in terra sicula, a casa dei Firriato, tra filari di uve e tramonti sulle Egadi. Favignana, Erice, Trapani e una “fiera delle golosità” che le mie papille gustative non smetteranno di ricordare. Giugno è stato il mese del mio primo Sónar in quel di Barcellona. Un weekend da sballo che ho trascorso a suon di elettronica con un battaglione di toscanacci veraci. La notte dei Chemical non la scorderò mai per tutta una serie di divertenti vicissitudini ad alto tasso alcolico, per così dire. Drugs & RocknRoll a parte il mio spirito da viaggiatrice non è stato soffocato dai beat e si è riuscito a ritagliare 24 ore tra le bellezze della fantastica città catalana. Luglio è stato il mese di un amore ritrovato e celebrato sulle ventose coste di Capo Verde. Lì l’unica musica che si può ascoltare è quella suonata dagli Alisei, notte e giorno, i quali plasmano dune di candida sabbia bianca e rinfrescano un mare color smeraldo. Un’isola spesse volte poco considerata che ho avuto modo di conoscere e amare fotografandola da ogni angolo e, come dicono i suoi abitanti, senza stress. Agosto è stato il mese top: quello degli addii, dei sospiri, dei pensieri e delle scelte. Sono partita per un lungo viaggio, il più lungo della mia vita, al quale forse non ho messo un punto. Il Canada mi ha ospitato regalandomi l’esperienza più importante di sempre: mi ha fatto conoscere i colori del paradiso, mi ha fatto abbattere barriere linguistiche e culturali e last but not least mi ha fatto conoscere me stessa. Sola ma mai sola veramente ho assaporato ogni attimo scegliendo nuovi amici con i quali condividere tutto: dal beer pong del martedì sera a un viaggio alle Hawaii organizzato in 7 giorni. Tutto. Ma questo di viaggio voglio raccontarvelo a modo, passo passo, ancora una volta senza fretta. Avevo iniziato ma poi mi sono fermata presa da tutto quel da fare: non potevo perder tempo a scrivere quando dovevo vivere la mia avventura canadese. E ora eccomi qui, a metabolizzare un’impresa di 5 mesi, a cercare un’ispirazione forse persa per strada e ad assaporare le ultime ore di questo 2015 ricordando il passato e progettando il futuro. Un futuro che non so dove mi porterà ancora ma che spero mi indichi la giusta via.